Bacino di lagunaggio
Un
bacino di lagunaggio è una struttura costituita da 1 o più vasche, nelle quali
viene immessa l’acqua da depurare.
La
struttura viene costruita in modo da ricreare un habitat in grado di permettere
alle piante macrofite ed alla flora microbica ad esse associate di crescere e
svilupparsi.
Il
fondo dell’impianto può essere costituito da più strati di ghiaie di
dimensioni variabili, poggianti o meno su uno strato di argilla, possibilmente
reperito in loco.
La
biodiversità è lo stock naturale di materiale genetico presente all’interno
di un ecosistema, prodottosi attraverso il processo di speciazione. I genotipi
reperibili in un ambiente si sono differenziati e moltiplicati per adattarsi
alle variazioni ambientali e trarne di volta in volta profitto.
La
biodiversità può essere intesa in due modi:
-
l'eterogeneità di forma o di funzioni tra gli individui di una specie, o tra
le sue popolazioni, per cui in determinati siti, con determinate
combinazioni di fattori ambientali, alcuni gruppi di individui si dimostrano
più efficienti di altri, pur simili nell’utilizzare le risorse del sistema
-
l'eterogeneità di forme e di funzioni tra specie differenti a causa della
quale popolazioni anche affini o strettamente imparentate dimostrano
differenti capacità di adattamento all’ambiente e risultano
particolarmente efficienti nell’occupare e nel difendere la nicchia
ecologica a loro disposizione
Bioindicatore
I
bioindicatori od indicatori biologici sono componenti biotiche (piante od
animali) delle biocenosi di un qualunque ambiente, che vengono utilizzate per il
monitoraggio di precise caratteristiche di tale ambiente. Generalmente un
bioindicatore è una specie, dalla cui presenza od assenza è possibile dedurre
una specifica caratteristica di un ecosistema (ad esempio la trota è indicatore
di acque ossigenate, le eriche mediterranee sono indicatori di suoli acidi).
Tra
le caratteristiche di un ambiente rientra anche il grado di inquinamento e
individuando gli opportuni bioindicatori è possibile ottenere informazioni a
riguardo di tale aspetto. Per indagini sulla qualità degli ecosistemi fluviali
si utilizzano i macroinvertebrati bentonici quali indicatori adatti ad
evidenziare alterazioni e stress ambientali.
Biomonitoraggio
Il
biomonitoraggio consiste nel monitoraggio delle caratteristiche di un
determinato ambiente attraverso parametri biologici; esso si basa sulle
variazioni ecologiche indotte da un qualunque fattore (fisico, chimico e
microbiologico) sull’ecosistema. Dette variazioni si manifestano tramite
alterazioni nelle comunità degli organismi che vengono utilizzati quali
indicatori.
Il
biomonitoraggio non è in grado di fornire informazioni precise riguardanti le
cause delle variazioni indotte nell’ambiente oggetto di indagine. Per ottenere
tali informazioni si abbinano al biomonitoraggio le analisi chimiche, chimico
– fisiche e microbiologiche.
BOD
5 – Biological OxYgen Demand
Il BOD 5 indica il contenuto di
sostanza organica biodegradabile, presente in un campione, espresso in termini
di quantità di ossigeno necessario alla ossidazione della sostanza organica
presente nel campione da parte di microorganismi,
in un test della durata di cinque giorni. Costituisce un indicatore
dell'inquinamento organico dell'acqua.
B.S.I.
- Buffer Strip Index
Il
B.S.I.
fornisce
una misura indiretta della capacità di un’area riparia di filtrare,
metabolizzare ed accumulare sia i nutrienti e gli inquinanti veicolati dal corso
d’acqua nei periodi di piena e di morbida, che quelli trasportati verso il
corpo idrico dai fenomeni di ruscellamento e dilavamento superficiale o
subsuperficiale.
Oggetto
di indagine dell’indice sono il corpo idrico (caratteristiche del letto
fluviale, delle ripe, presenza assenza di isole, anse, meandri) e l’ambiente
circostante (caratteristiche della vegetazione riparia, presenza assenza colture
agrarie, ecc.).
Il
metodo prevede l’esecuzione di rilievi in campo, allo scopo di compilare la
“Scheda di rilevamento della rive”.
La
scheda prevede 31 punti da verificare, ciascuno dei quali analizzato sotto
differenti aspetti.
I
dati inseriti nella scheda permettono, attraverso un apposito software, di
calcolare il valore di 6 sub indici (ciascun sub indice fa riferimento a
specifici punti della scheda). I sub indici sono divisi in più classi (da 3 a
5), ciascuna definita da un intervallo numerico. Il punteggio calcolato dal
software si colloca in uno degli intervalli, permettendo di definire la classe
del sub indice.
A
ciascuna delle classi dei 6 sub indici è attribuito un Valore di Qualità:
| Sub
indice |
Valori
di qualità delle classi dei Sub indici |
| Classe
V |
Classe
IV |
Classe
III |
Classe
II |
Classe
I |
| Sub indice A |
-- |
-1 |
0 |
+1 |
+2 |
| Sub indice B |
-- |
-1 |
0 |
+1 |
+2 |
| Sub indice C |
-2 |
-1 |
0 |
+1 |
+2 |
| Sub indice D |
-2 |
-1 |
0 |
+1 |
+2 |
| Sub indice E |
-2 |
-1 |
0 |
+1 |
-- |
| Sub indice F |
-2 |
-1 |
0 |
-- |
-- |
La
sommatoria dei valori di qualità relativi ai 6 sub indici determina lo Score
Tampone e la relativa Classe di Qualità:
|
Classi di Qualità
|
Score
Tampone
|
Giudizio
|
Colore
|
|
I
|
B.S.I. ³ 5
|
Ottimo
|
Azzurro
|
|
II
|
2 £ B.S.I. <
5
|
Buono
|
Verde
|
|
III
|
-1 £ B.S.I.
<
2
|
Mediocre
|
Giallo
|
|
IV
|
-4 £ B.S.I. <
-1
|
Scadente
|
Arancione
|
|
V
|
B.S.I. <
-4
|
Pessimo
|
Rosso
|
COD - CHEMICAL OXYGEN DEMAND
Il
COD indica la quantità di sostanze organiche e inorganiche contenute in un
campione d’acqua che possono venire ossidate a seguito di trattamento con
composti a forte potere ossidante. Questo parametro, come il BOD 5, viene usato
per la stima del livello di inquinamento da sostanza organica delle acque
naturali e di scarico.
Comunità macrobentonica
La
comunità macrobentonica è costituita da organismi che vivono a diretto
contatto con i sedimenti di fondo degli ambienti acquatici.
Si
tratta di macroinvertebrati appartenenti a vari gruppi: insetti, crostacei,
molluschi, oligocheti, irudinei e platelminti. Celenterati e poriferi sebbene più
rari sono comunque inseriti tra gli organismi bentonici. Questi organismi si vedono ad occhio nudo e che si possono facilmente individuare sulle rive
di stagni e laghi. I gruppi faunistici che costituiscono le comunità
macrobentoniche sono utilizzate nel calcolo nella determinazione dei valori
dell’indice I. B.E.
Corridoio
ecologico
Il
corridoio ecologico è un elemento del paesaggio che connette due o più macchie
di habitat naturale. Esso funge da habitat e da canale per lo spostamento di
animali e di spore e da zona attraverso la quale avviene lo scambio genetico tra
le popolazioni.
Sono esempi di corridoi ecologici le fasce arboree ed arbustive che circondano i
margini dei terreni coltivati, i sistemi ripari ovvero la vegetazione delle
fasce di pertinenza fluviale, le fasce arboree ed arbustive legate ad
infrastrutture lineari (strade, ferrovie, canali artificiali) ed i corridoi
lineari di vegetazione erbacea entro matrici boscate.
E.L.I.
Environment Landscape Index
L’E.L.I.
fornisce una valutazione sensibilità alla trasformazione di un ambiente, in
funzione della salvaguardia e ripristino della naturalità, della presenza
antropica compatibile, della valorizzazione delle specificità storiche del
luogo e della fruizione sociale.
Oggetto
di indagine sono i diversi elementi che costituiscono il paesaggio fluviale. Il
metodo prevede la divisione dell’alveo in aree omogenee (A.D.R.), aventi
precise caratteristiche geomorfologiche, e la compilazione della “Scheda di
rilevamento delle caratteristiche del paesaggio fluviale” per ciascuno dei
tratti individuati.
La
scheda è articolata in sei gruppi di elementi omogenei che sono:
-
Emergenze
architettoniche
-
Viabilità
ed infrastrutture
-
Elementi
vegetazionali
-
Elementi
d’acqua
-
Altri
elementi
-
Scena
visiva
Per
ognuno dei primi 5 gruppi è prevista una tripla lettura degli elementi che lo
costituiscono: nella prima colonna sono riportati tutti gli elementi rilevati
nell’A.D.R. mediante ricognizioni aeree, carte tematiche, fonti
bibliografiche, sopralluoghi sul posto; nella seconda colonna sono registrati
quegli elementi interni all’A.D.R. leggibili dai percorsi principali; nella
terza gli elementi appartenenti alle aree limitrofe all’A.D.R. percepibili
solo dai percorsi principali. Per
il sesto gruppo è prevista la registrazione della percezione della visibilità
e del paesaggio circostante a 360°, prendendo come punto di osservazione una
stazione scelta all’interno del percorso principale dell’A.D.R..
Compilate
le schede vengono individuati i punteggi relativi ad ogni singolo gruppo, i
risultati ottenuti vengono quindi omogeneizzati tramite una scala di misurazione
e ponderati. Alla fine si ottiene una “Classificazione di Qualità”:
|
Classe
|
Giudizio
|
|
A
|
Buono
|
|
B
|
Quasi
buono
|
|
C
|
Accettabile
|
|
D
|
Povero
|
|
E
|
Assai
povero
|
Eutrofizzazione
Eccessivo sviluppo delle piante e delle alghe acquatiche, per
effetto della presenza nelle acque di dosi elevate di sostanze nutritive
Fasce
Tampone Boscate
Le
Fasce Tampone Boscate sono strisce di vegetazione arborea (mono o plurifiliari)
che, piantate in prossimità di corsi d’acqua a margine degli appezzamenti
coltivati, riducono il carico di inquinanti che giunge ai corpi idrici.
L’effetto
positivo sull’ambiente da parte delle fasce tampone si esplica attraverso il
contenimento degli inquinanti, grazie all’esaltazione dell’attività
microbica di denitrificazione ed all’assorbimento diretto da parte delle
piante dei nutrienti, attraverso la fissazione del terreno delle rive ed
attraverso la filtrazione fisica delle acque.
Fitodepurazione
La
fitodepurazione consiste nella depurazione delle acque attraverso l’azione di
zone umide (naturali od artificiali).
Gli
inquinanti vengono rimossi attraverso la combinazione di processi quali la
sedimentazione, la precipitazione, l’adsorbimento, l’assimilazione da parte
delle piante e l’attività microbiologica.
Attraverso
la fitodepurazione è possibile eseguire trattamenti secondari e terziari
(finissaggio) di acque reflue contenendo l’impatto ambientale ed il consumo
energetico.
I.B.E.
- Indice Biotico Esteso
L’I.B.E.
fornisce una diagnosi di qualità di interi reticoli idrografici.
Oggetto di indagine dell’indice è la composizione
della comunità macrobentonica.
Il
metodo prevede l’esecuzione di campionamenti su detta comunità, la successiva
classificazione delle Unità Sistematiche raccolte in “Gruppi faunistici” e
la determinazione del numero totale delle stesse.
I
risultati del campionamento vengono confrontati con un’apposita matrice,
costituita da 7 righe e da 9 colonne.
Il
“Gruppo Faunistico” più sensibile tra quelli campionati permette di
selezionare una delle righe della matrice, il numero totale di Unità
Sistematiche una delle colonne.
Nella
casella corrispondente all’incrocio tra riga e colonna selezionate è
riportato lo “Score”, al quale è associata una delle “Classi di qualità”.
Le
“Classi di qualità” sono 5, riportate nella tabella sottostante.
| Classi
di qualità |
Score |
Giudizio |
Colore |
| I |
> 10 |
Ambiente
non inquinato o non alterato in modo sensibile |
Azzurro |
| II |
8 - 9 |
Ambiente
in cui sono evidenti alcuni effetti dell'inquinamento |
Verde |
| III |
6 - 7 |
Ambiente
inquinato |
Giallo |
| IV |
4 - 5 |
Ambiente
molto inquinato |
Arancione |
| V |
1,2,3 |
Ambiente
fortemente inquinato |
Rosso |
I.F.F. - Indice di Funzionalità
Fluviale
Fornisce
una valutazione dello stato complessivo dell’ambiente fluviale e della sua
funzionalità.
Oggetto
di indagine dell’indice è l’integrazione di fattori biotici ed abiotici
presenti nell’ecosistema acquatico ed in quello terrestre ad esso collegato.
Il
metodo prevede l’esecuzione di rilievi sul campo, allo scopo di individuare
tratti omogenei dell’alveo e di compilare una “Scheda indice di funzionalità
fluviale” per ciascuno di essi.
La
scheda contiene 14 punti da verificare: i punti da 1 a 4, 6, ed 8 fanno
riferimento all’ambiente terrestre strettamente connesso a quello fluviale
(vegetazione riparia, conformazione delle rive ed erosione) mentre i restanti
punti riguardano le caratteristiche del corso d’acqua.
A
ciascuno degli aspetti oggetto d indagine sono associati 4 possibili punteggi,
nel caso dei punti da 1 a 4, 6 ed 8 si attribuisce un punteggio riferito alla
riva destra ed a quella sinistra.
La
somma algebrica dei punteggi determina il valore dell’indice.
|
Livello
di funzionalità
|
Score
|
Giudizio
|
Colore
|
|
I
|
261
– 300
|
Elevato
|
Blu
|
|
I – II
|
251
– 260
|
Elevato
– Buono
|
Blu
– Verde
|
|
II
|
201
– 250
|
Buono
|
Verde
|
|
II – III
|
181
– 200
|
Buono
– Mediocre
|
Verde
– Giallo
|
|
III
|
121
– 180
|
Mediocre
|
Giallo
|
|
III – IV
|
101
– 120
|
Mediocre
– Scadente
|
Giallo
– Arancione
|
|
IV
|
61 – 100
|
Scadente
|
Arancione
|
|
IV – V
|
51
– 60
|
Scadente
– Pessimo
|
Arancione
– Rosso
|
|
V
|
13
– 50
|
Pessimo
|
Rosso
|
Ingegneria
naturalistica
L’ingegneria
naturalistica è una disciplina tecnica che utilizza piante vive, o parti di
esse, negli interventi antierosivi e di consolidamento in genere, in abbinamento
ad altri materiali (legno, pietrame, reti zincate, geotessili, biostuoie, ecc.).
I campi di applicazione riguardano i problemi di erosione dei versanti, le
frane, le sistemazioni idrauliche in zona montana, il reinserimento ambientale
delle infrastrutture viarie (scarpate stradali e ferroviarie), delle cave e
discariche, delle sponde dei corsi d'acqua, i consolidamenti costieri, ecc..
Leaf
packs o bags
Il
metodo dei leaf packs o bags fornisce una diagnosi della qualità delle acque di
piccoli fiumi.
Oggetto di indagine è la velocità di decomposizione di
“pacchi di foglie” (“leaf packs” o “bags”).
Il
metodo di analisi prevede le seguenti fasi:
predisposizione
dei pacchi o sacchetti(4 per ogni sito di campionamento) contenenti 5 grammi di
foglie provenienti dall’ambiente
oggetto di indagine ed adeguatamente conservate, i pacchi o sacchetti sono
costituiti da una rete a maglia di dimensioni di qualche mm, per favorire
l’ingresso di macroinvertebrati e l’allontanamento del materiale decomposto
dai campioni
ancoraggio
dei campioni ai siti di indagine (da 3 a 5 siti)
raccolta
dei campioni, in 4 prelevamenti successivi, ad intervalli prestabiliti
dipendenti dall’andamento della temperatura, che viene rilevata continuamente,
in ogni caso il primo prelevamento avviane sempre 24 dopo la deposizione
analisi
di laboratorio dei campioni raccolti: risciacquo su filtro, essiccazione in
stufa (48 h a 50 C°) e pesatura.
Al
termine delle analisi di laboratorio si ottiene il rateo di decomposizione delle
foglie, che confrontato con i dati riportati in letteratura consente di ricavare
una indicazione sulla qualità delle acque.
L.I.M. - Livello di Inquinamento da Macrodescrittori
Il
L.I.M. fornisce una misura diretta del grado di inquinamento di un corpo idrico.
Oggetto
di indagine dell’indice è il livello di inquinamento di natura chimica,
chimico - fisica e microbiologica dell’acqua.
Il
metodo prevede l’esecuzione periodica delle analisi di 100 OD, BOD5 , COD, NH4,
NO3 Fosforo totale ed Escherichia coli su campioni d’acqua
provenienti dai siti di campionamento inidividuati
Il
valore dell’indice viene determinato sulla base dei dati derivanti dalle
analisi eseguite su campioni d’acqua raccolti periodicamente dal corso
d’acqua oggetto di indagine.
Il
valore corrispondente al 75° percentile del periodo di rilevamento delle
analisi di 100 OD, BOD5 , COD, NH4, NO3 Fosforo totale ed
Escherichia coli, confrontati con una tabella, permettono di attribuire un
punteggio a ciascuno di essi. La somma dei punteggi determina lo “Score” al
quale è associata una “Classe di qualità”:
|
Classi
di Qualità
|
Score
|
Giudizio
|
Colore
|
|
I
|
480
– 560
|
|
Azzurro
|
II
|
240
– 475
|
|
Verde
|
III
|
120
– 235
|
|
Giallo
|
IV
|
60 – 115
|
Scadente
|
Arancione
|
V
|
<
60
|
Pessimo
|
Rosso
|
Macrodescrittori
Con
il termine macrodescrittori si indica l’insieme delle caratteristiche
chimiche, chimico fisiche e microbiologiche di un corso d’acqua. I
macrodescrittori dalla qualità dell’acqua sono: il pH, il contenuto di azoto
totale, di ammoniaca, di nitrati, il contenuto di fosforo totale e di fosfati,
il BOD5, il COD, il 100 OD, la conducibilità, il contenuto di solidi sospesi,
la durezza, la temperatura, il contenuto di cloruri, di solfati e la
concentrazione di Escherichia coli.
L’analisi
dei macrodescrittori viene utilizzata per determinare il valore del LIM (Limite
di Inquinamento da Macrodescrittori).
Rete
ecologica
La
Rete ecologica è una infrastruttura naturale formata dai seguenti elementi:
aree
centrali (core areas): coincidenti con aree già sottoposte o da sottoporre a
tutela (parchi e riserve), ove sono presenti biotopi, habitat naturali e
seminaturali, ecosistemi di terra e di mare che caratterizzate dal l’alto
contenuto di naturalità
zone
cuscinetto (buffer zones): rappresentano le zone contigue e le fasce di rispetto
adiacenti alle aree centrali, costituiscono il nesso fra la società e la
natura, ove è necessario attuare una politica di corretta gestione dei fattori
abiotici e biotici e di quelli connessi con l’attività antropica
corridoi
ecologici (ecological corridors),definiti anche come corridoi biologici o
biocorridoi
nodi (key areas): si caratterizzano come luoghi complessi di interrelazione, al cui
interno si confrontano le zone, centrali e di filtro, con i corridoi e i sistemi
di servizi territoriali con essi connessi. I Parchi per le loro caratteristiche
territoriali e funzionali si propongono come nodi potenziali del sistema
L’importanza
delle reti ecologiche risiede nella loro funzione di interconnessione tra
habitat differenti, anche in presenza di forte antropizzazione, permettendo il
flusso dei patrimoni genetici degli esseri viventi da un’area all’altra.
S.E.C.A Stato Ecologico dei Corsi d’Acqua
Il
S.E.C.A. fornisce una descrizione sintetica dello stato dei corsi d’acqua,
considerando sia fattori chimici che biologici.
L’indice
viene determinato prendendo in considerazione la peggiore tra la Classe di
Qualità determinata per l’indice I.B.E. e per l’indice L.I.M., relativi
allo stesso sito di campionamento.
Analogamente
a quanto visto per i due indici citati vengono distinte 5 Classi di Qualità.
Unità
Sistematica
Viene
definita Unità Sistematica un organismo riconosciuto solo a livello di ordine
tassonomico superiore, cioè a livello di genere o di famiglia.
W.S.I.
(Wild State Index)
Il W.S.I. fornisce una valutazione
del grado di conservazione della naturalità delle rive e la potenzialità
dell’area a poter sostenere un elevato livello di biodiversità, da cui deriva
la capacità e la potenzialità del sistema di automantenere la sua funzionalità.
Oggetto
di indagine dell’indice sono il corpo idrico e l’ambiente circostante.
Il
metodo prevede l’esecuzione di rilievi sul campo, allo scopo di individuare
tratti omogenei dell’alveo e di compilare una “Scheda di rilevamento delle
rive” per ciascuno di essi. Tale scheda è la medesima compilata per
l’indice B.S.I., ma per il calcolo del W.S.I. si considerano solo 25 delle 31
variabili presenti: non vengono considerate le variabili 2, 7, 18, 19, 30 e 31,
inoltre non si tiene conto dei punti 4.2, 4.7 e 28.2.
Analogamente
a quanto visto nel caso del B.S.I. i dati inseriti nella scheda permettono il
calcolo di 8 sub indici, articolati in più classi (da 3 a 5), ciascuna definita
da un intervallo numerico. Il punteggio calcolato dal software si colloca in uno
degli intervalli, permettendo di definire la classe del sub indice.
A
ciascuna delle classi degli 8 sub indici è attribuito un valore di qualità:
|
Sub
indice
|
Valori di qualità delle
classi dei Sub indici
|
|
Classe
V
|
Classe IV
|
Classe
III
|
Classe
II
|
Classe
I
|
|
Sub
indice A
|
-2
|
-1
|
0
|
1
|
2
|
|
Sub
indice B
|
-
|
-1
|
0
|
1
|
2
|
|
Sub
indice C
|
-
|
-1
|
0
|
1
|
2
|
|